Introduzione
Il calcio femminile ha conosciuto negli ultimi anni una crescita esponenziale in termini di popolarità e professionalità. Di conseguenza, anche la selezione delle giocatrici è diventata sempre più importante per il successo delle squadre. In questo contesto, il ruolo del difensore centrale ricopre un’importanza fondamentale, in quanto rappresenta il perno della difesa che storicamente ha il compito di proteggere la propria porta dagli attacchi avversari. Più recentemente, però, il ruolo del difensore è diventato anche chiave nello sviluppo dal basso soprattutto a partire dalla riforma della regola numero 16 del calcio di rinvio introdotte dall’IFAB a partire dalla stagione 2019/20; questa modifica, nata per velocizzare la ripresa del gioco, ha inevitabilmente avuto impatti considerevoli, come ad esempio:
- ha incoraggiato la tendenza a costruire il gioco dal basso inducendo i difensori a ricevere palla già in area di rigore
- ha indotto i portieri a rafforzare le proprie competenze podaliche diventando “registri aggiunti”, maggiormente coinvolti nel gioco
- ha incoraggiato le squadre a pensare ed organizzare nuovi modi di agire in pressione sulla squadra avversaria durante la sua fase di costruzione
- ha stimolato la creatività dei tecnici nell’ideare nuove soluzioni per uscire in modo veloce da questa pressione
Il profiling è un processo che mira a identificare le caratteristiche fisiche, tecniche, mentali e comportamentali ideali per un determinato ruolo. In questo caso, il focus sarà esclusivamente sulle caratteristiche tecniche e tattiche specifiche di un difensore centrale di calcio femminile, lasciando la valutazione delle altre componenti al direttore sportivo e all’allenatore.
Il ruolo del difensore centrale nel calcio moderno
La figura del difensore centrale ha subito una profonda evoluzione nel corso della storia del calcio. In passato, il suo ruolo era principalmente orientato alla marcatura fisica e all’intercetto dei palloni alti. Con il progredire del gioco, però, il difensore centrale ha assunto un ruolo sempre più centrale nell’organizzazione della squadra e nella costruzione del gioco dalla retroguardia.
Le funzioni e i compiti del difensore centrale sono molteplici e complessi. Tra i principali, possiamo elencare:
- marcatura, il difensore centrale deve marcare stretto l’attaccante avversario di riferimento, anticipandolo nei movimenti e impedendogli di ricevere palla in posizione favorevole
- intercetto, deve intercettare i passaggi avversari, sia a terra che con traiettoria aerea, per rompere il gioco e recuperare il possesso palla
- posizionamento, deve posizionarsi correttamente in campo per coprire gli spazi vuoti e dirigere la difesa
- impostazione del gioco, deve impostare il gioco dalla retroguardia, iniziando l’azione di costruzione attraverso passaggi precisi e intelligenti
- leadership, deve essere un leader in campo, capace di guidare la difesa e comunicare con le compagne
Nel calcio moderno, il difensore centrale è un ruolo di fondamentale importanza. La sua abilità nel posizionarsi, nel marcare e nel costruire il gioco dalla retroguardia è determinante per il successo della squadra. Un difensore centrale di alto livello può fare la differenza in una partita, mentre un errore da parte sua può avere conseguenze gravi.
Oltre alle funzioni e ai compiti sopra elencati, il difensore centrale moderno deve possedere anche una serie di qualità fisiche, tecniche e mentali:
- forza, deve essere forte fisicamente per contrastare gli attacchi avversari
- velocità, deve essere veloce per coprire ampi spazi di campo e recuperare su eventuali svantaggi
- resistenza, deve avere una buona resistenza per sostenere il ritmo di gioco per tutta la partita
- tecnica, deve avere una buona tecnica di base per controllare la palla, effettuare passaggi precisi e calciare con efficacia
- visione di gioco, deve avere una buona visione di gioco per impostare il gioco dalla retroguardia e scegliere la giocata migliore
- intelligenza, deve essere intelligente per leggere le situazioni di gioco e prendere le decisioni giuste
- concentrazione, deve essere concentrato per tutta la partita per evitare errori che possano costare cari
- personalità, deve avere una forte personalità per essere un leader in campo e caricare i compagni
In conclusione, il ruolo del difensore centrale è diventato sempre più importante nel calcio moderno. Un difensore centrale di alto livello è un vero e proprio regista difensivo, capace di influenzare il gioco in modo determinante.
Analisi notazionale
Attraverso l’analisi notazionale si osservano e registrano in modo sistematico il comportamento delle calciatrici durante una serie di partite. Lo scopo di questa tipologia di analisi è quello di quantificare le azioni individuali e di squadra, al fine di valutare le prestazioni e identificare i punti di forza e di debolezza, tramite l’implementazione di KPI (key performance indicator).
Le azioni registrate durante un’analisi notazionale ad esempio possono includere passaggi (numero di passaggi completati, lunghezza dei passaggi, precisione), tiri (numero di tiri, tiri nello specchio, tiri fuori), dribbling (numero di dribbling tentati, numero di dribbling riusciti) e così via.
E’ importante sottolineare che l’analisi notazionale è solo uno strumento, in quanto i dati raccolti devono essere interpretati da esperti che hanno una profonda conoscenza del calcio e che sono in grado di contestualizzare le informazioni in base al contesto della partita e alle caratteristiche individuali dei giocatori. All’interno di un’analisi statistica i dati raccolti vengono prima aggregati e poi analizzati: il diverso livello in cui i dati vengono aggregati determinano la granularità dei dati raccolti. In linea teorica i vantaggi di una maggiore granularità dei dati sono:
- analisi più precisa, permette di individuare tendenze e modelli che potrebbero non essere evidenti con una granularità inferiore
- migliore presa di decisioni, fornisce informazioni più dettagliate per supportare decisioni più informate
- maggiore flessibilità, consente di aggregare i dati in diversi modi per ottenere diverse viste delle informazioni
Gli svantaggi di una maggiore granularità dei dati sono:
- maggiore complessità, può rendere l’analisi dei dati più complessa e dispendiosa in termini di tempo
- maggiore volume di dati, richiede una maggiore capacità di archiviazione e di elaborazione dei dati
- possibili problemi di privacy, se i dati sono molto granulari, potrebbero contenere informazioni sensibili che devono essere protette.
Inoltre i dati possono essere assoluti o normalizzati, ovvero vengono ridimensionati in modo da poterli confrontare facilmente tra partite di diversa durata o tra giocatrici che hanno giocato un tempo di gioco diverso. L’utilizzo di valori normalizzati sui 90 minuti offre diversi vantaggi:
- permette di confrontare le prestazioni di giocatori che hanno giocato un tempo di gioco diverso.
- fornisce una visione più completa delle prestazioni di una squadra nel corso di una partita.
- può essere utile per identificare i giocatori che hanno un rendimento superiore o inferiore alla media.
Tuttavia, è importante sottolineare che la normalizzazione dei dati non elimina tutti i fattori che possono influenzare le prestazioni di un giocatore, come la forza degli avversari o le condizioni di gioco. Inoltre, la scelta della metodologia di normalizzazione può influenzare i risultati dell’analisi. In definitiva, i valori normalizzati sui 90 minuti sono uno strumento utile per valutare le prestazioni individuali e di squadra nel calcio, ma è importante utilizzarli con cautela e in combinazione con altre informazioni.
Analisi cinematica
Parte integrante, ma non oggetto di articolo, l’analisi cinematica (motion analysis) delle giocatrici individuate dopo una prima scrematura in seguito all’analisi notazionale: questo tipo di analisi si concentra sui movimenti individuali e collettivi dei giocatori durante la partita, analizzando parametri come ad esempio velocità, accelerazione, decelerazione, direzione del movimento, distanza percorsa, qualità e riuscita dei gesti.
Il principale vantaggio è che questa analisi offre una comprensione più profonda del comportamento tattico delle giocatrici e delle loro interazioni in campo, perché permette una contestualizzazione delle performance, anche se questo può essere un processo complesso e costoso, in cui per l’interpretazione dei video sono richieste competenze specifiche.
Obiettivo del profiling
Lo scopo principale di questo studio è quello di elaborare una lista dettagliata di profili di giocatrici adatte a ricoprire il ruolo di difensore centrale. La lista sarà presentata al direttore sportivo per aiutarlo nella fase di selezione e valutazione delle potenziali candidate con i seguenti benefici:
- risparmio di tempo, l’analisi approfondita condotta in questo studio permetterà al direttore sportivo di risparmiare tempo prezioso nella ricerca e nella valutazione delle candidate
- decisioni informate, la lista, completa di informazioni dettagliate e valutazioni comparative, aiuterà il direttore sportivo a prendere decisioni più informate e consapevoli
- ottimizzazione delle risorse, la scelta di una giocatrice adatta al ruolo di difensore centrale è fondamentale per il successo della squadra, contribuendo ad ottimizzare le risorse del club, evitando investimenti in profili non adatti
Criteri di selezione
Ruolo
Il criterio principale di selezione è, anche se sembra scontato, il ruolo. Essendo in cerca di un difensore centrale le principali indiziate sono giocatrici che nella passione stagione abbiano ricoperto lo stesso ruolo. Se i dati a disposizione non permettono di discriminare difensori centrali da quelli laterali, però possono permettere di capire (al netto dell’analisi cinematica) se un difensore che nella passata stagione è stata impiegata come laterale possa in linea teorica fare anche il difensore centrale.
A mio avviso non sono da trascurare anche altri profili di giocatrici che nella passata stagione siano state impiegate in ruoli differenti, come centrocampiste arretrate o play, sarà quindi necessario rifare il medesimo studio per stilare una lista secondaria.
Età
L’età, a mio avviso, non è un criterio di ricerca primario per il ruolo di difensore centrale, a patto che la giocatrice possieda le necessarie condizioni atletiche e mentali. Secondo me l’età non è un fattore determinante in quanto giocatrici più grandi possono vantare:
- esperienza e maturità, i difensori centrali più esperti possono portare esperienza e maturità in campo, due qualità preziose per guidare la difesa e prendere decisioni giuste sotto pressione
- miglioramento continuo, con l’età, i difensori centrali possono migliorare la loro lettura del gioco, il posizionamento e la capacità di leadership
- longevità, i difensori centrali tendono ad avere una carriera più longeva rispetto ad altri ruoli, in quanto non richiedono la stessa esplosività e velocità
Tuttavia, è importante sottolineare che l’età non può compensare la mancanza di condizioni atletiche e mentali. Un difensore centrale, indipendentemente dall’età, deve essere in grado di:
- mantenere un alto livello di forma fisica per sostenere il ritmo di gioco per 90 minuti
- avere una buona velocità e reattività per contrastare gli attacchi avversari
- possedere una forte concentrazione e mentalità per rimanere concentrati per tutta la partita e prendere le decisioni giuste
Un giocatore più giovane potrebbe avere un maggiore potenziale di crescita, mentre un giocatore più esperto potrebbe offrire esperienza e leadership. La cosa importante è scegliere un giocatore che possieda le qualità fisiche, tecniche, tattiche e mentali necessarie per eccellere nel ruolo di difensore centrale.
Caratteristiche fisiche e condizionali
Le caratteristiche fisiche sarebbero un filtro importante (anche se secondario). Il direttore sportivo e l’allenatore si dovranno basare esclusivamente sui video disponibili, eventualmente facendosi aiutare dall’occhio allenato del preparatore atletico e del fisioterapista.
Un difensore centrale deve essere forte fisicamente per contrastare gli attacchi avversari nelle mischie e nei duelli aerei. Deve essere in grado di reggere il corpo degli attaccanti e vincere i contrasti individuali. Un difensore centrale deve anche essere potente, capace di esplosioni di forza per saltare, intercettare palloni e accelerare rapidamente.
La velocità è fondamentale per un difensore centrale, soprattutto nel calcio moderno dove il ritmo di gioco è molto elevato. Deve essere in grado di coprire ampi spazi di campo, recuperare su eventuali svantaggi e marcare gli attaccanti più veloci. Oltre alla velocità pura, un difensore centrale deve anche essere agile e rapido nei cambi di direzione. Deve essere in grado di muoversi rapidamente nello spazio e adattarsi alle diverse situazioni di gioco.
Un difensore centrale deve avere un buon salto per dominare i duelli aerei in più zone di campo. Deve essere in grado di svettare sugli attaccanti avversari e vincere i contrasti di testa sia in fase difensiva che offensiva (garantendo magari anche qualche gol sulle palle inattive a favore). L’elevazione non è sufficiente se non è accompagnata da una buona coordinazione. Un difensore centrale deve essere in grado di coordinare i suoi movimenti per saltare al momento giusto e colpire la palla con precisione.
Propensione agli infortuni
La propensione agli infortuni nel calcio è un tema di grande importanza per atleti, allenatori, staff medici e società sportive. Gli infortuni possono avere un impatto significativo sulla prestazione individuale e collettiva, causando assenze, riabilitazioni e, nei casi più gravi, la fine prematura della carriera di una giocatrice o di un giocatore. I principali tipi di infortuni nel calcio sono:
- i traumi muscolari (stiramenti, strappi, rotture fibrillari e contusioni)
- le lesioni legamentose (distorsioni, rotture dei legamenti del ginocchio, della caviglia e dell’anca)
- i traumi articolari (contusioni, lussazioni e fratture)
- le tendiniti (infiammazioni dei tendini, in particolare del tendine rotuleo e del tendine d’Achille)
Le caratteristiche individuali come età, sesso, predisposizione genetica, storia clinica pregressa, composizione corporea, postura, mobilità articolare e fattori psicologici, costituiscono i fattori di rischio intrinseci (o interni) e predispongono l’atleta all’infortunio. I fattori estrinseci (o esterni) sono la tipologia di terreno di gioco, condizioni climatiche, equipaggiamento inadeguato, sovraccarico di lavoro, affaticamento muscolare, rendono suscettibile d’infortunio la giocatrice. La tecnica imperfetta, contrasti di gioco, cadute, salti e cambi di direzione sono quegli eventi incidenti che determinano in un’ultima analisi l’insorgere di un infortunio.
Alcuni fattori di rischio aumentano la probabilità di un infortunio, mentre altri ne aumentano la gravità: ovviamente conoscere i fattori di rischio intrinseci permetterebbe di valutare la predisposizione all’infortunio e mettere sul piatto della bilancia una componente essenziale nella definizione di un potenziale ROI (return of investiment), ma a tal proposito sarebbe necessario uno studio specifico per ogni singolo profilo individuato!
Caratteristiche tecniche e tattiche
Fra i molti parametri possibili, quelli che a mio avviso più rilevanti per il ruolo sono:
- duelli, ovvero tutte quelle situazioni di gioco 1vs1 (contrasti sia aerei che a terra), il duello si considera vincente quando uno dei due contendenti guadagna o mantiene il possesso della palla
- dribbling, ovvero l’abilità di una giocatrice di superare uno o più avversari mantenendo il controllo della palla
- tackle (o contrasto) è un’azione di contatto fisico tra due giocatrici che si verifica quando una giocatrice cerca di sottrarre la palla all’avversario che ne è in possesso
- intercetto, è un’azione difensiva che consiste nel bloccare o deviare un passaggio avversario prima che arrivi al destinatario previsto
- passaggi chiave (o killer pass), ovvero quei passaggi che superano almeno una linea di pressione avversaria e che mette una compagna in posizione favorevole contribuendo significativamente allo sviluppo del gioco
Affinché sia possibile individuare dei profili particolarmente interessanti è necessario definire dei nuovi indici che definiscano meglio le caratteristiche ideali della giocatrice descritta fino a qui:
- rilevanza dei passaggi, ovvero quanti passaggi chiave effettua sulla totalità dei passaggi, indice di una giocatrice che cerca la giocata al di là del semplice mantenimento del possesso
- verticalità, ovvero la ricerca della verticalizzazione per velocizzare la giocata e trovare velocemente la porta avversaria
- pulizia degli interventi, ovvero una giocatrice che commette pochi falli sulla totalità dei duelli
- prudenza difensiva, ovvero quanti palloni persi nella propria metà campo sulla totalità dei palloni persi, il tutto in funzione del numero di gol subiti dalla propria squadra mentre la giocatrice era in campo
- abilità aerea, ovvero quanti duelli aerei la giocatrice ha vinto sulla totalità dei duelli aerei
- recupero alto, ovvero quante volte la giocatrice ha recuperato la palla nella metà campo avversaria sulla totalità dei duelli di gioco (senza commettere fallo)
Tips & Tricks
Per rendere più facile la comparazione dei profili si può creare un grafico (ad esempio un radar plot): una volta filtrati i dati normalizzati sui 90 minuti per ruolo, minutaggio e numero di partite, si può procedere con la creazione dei nuovi indici e successivamente riscalati fra 0 e 1 per migliorare la resa visiva.
Infine si può calcolare la distanza euclidea fra tutte le componenti indagate e l’ipotetico difensore perfetto, ovvero quello con tutti gli indici con il valore massimo.


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